Un’impresa di squadriglia nella base scout di Montesole

Spesso siamo alla ricerca di idee per attività da proporre o suggerire ai nostri esploratori e guide. Nel 2008 l’alta squadriglia del Calderara 1 aveva avuto una buona idea…fare un’impresa in una base scout. Ecco il loro resoconto, con le foto fondamentali per capire il lavoro che hanno svolto. Anche grazie a loro nel 2012 la base scout di Montesole riaprirà!!!

Per il concorso “Puntiamo in Alta” noi dell’alta Squadriglia del reparto Mizar del gruppo Calderara di Reno 1 abbiamo scelto un’impresa volta ad arricchire il già ottimo ventaglio di scelte che l’area della Provincia di Bologna offre per quanto riguarda la disponibilità di spazi ed infrastrutture pensate per noi Scout.

Infatti, ci siamo presi l’impegno di ristrutturare e rendere di nuovo accessibile la casa Scout nei pressi della cittadina di Vado sugli Appennini Bolognesi.

Quest’abitazione era caduta in disuso da più di quindici anni e la prima volta che ci siamo recati lì per cominciare i lavori, in febbraio, lo scenario che ci siamo trovati di fronte era sconfortante: i rovi e le sterpaglie avevano invaso tutto il sentiero che porta alla casa e anche avvolto la stessa per tutto il suo perimetro, con arbusti di quasi due metri d’altezza. Oltre a questo, le stanze interne erano in uno stato pietoso, soprattutto la cucina al piano terra: il disordine e la sporcizia regnavano sovrani e, inoltre, tutti i mobili all’interno della stanza erano irrimediabilmente tarlati e buoni solo per farne legna da ardere, mentre l’intonaco dei muri saltava via a pezzi a causa della muffa e dell’umidità.

Anche la rimessa degli attrezzi, anch’essa al piano terra, era in un’avanzata stato di degrado: tutti gli utensili, di cui i due terzi erano o arrugginiti o rotti, erano accatastati uno sull’altro, rendendo impossibile prenderne uno senza farne cadere altri due. Muoversi all’interno di quell’ambiente senza incespicare e rischiare di farsi male era un’impresa molto difficile.Sembrava veramente che un’Alta Squadriglia esigua come la nostra, composta solo da sei membri, non sarebbe mai riuscita a completare in tempo la ristrutturazione.

Noi, però, fedeli all’impegno che avevamo preso coi Capi, e anche con noi stessi, abbiamo cominciato i lavori affrontando le difficoltà una alla volta, con perseveranza e passione.

Il primo problema che abbiamo risolto è stato quello della presenza a dir poco invadente dei rovi: armati con ogni genere d’attrezzo da disboscamento, abbiamo affrontato la “foresta di spine” che circondava la casa.

La nostra avanzata in quel mare di arbusti è stata lenta e costante, costellata da piccoli incidenti come tagli e rotture di utensili, ma anche caratterizzata da un forte lavoro di squadra che ha visto tutti noi sei operare con coordinazione per tagliare, raggruppare, spezzare ed infine bruciare i rovi che erano intorno alla casa.

Tanti sono stati gli arbusti tagliati che alla fine uno di noi si è anche guadagnato la specialità di Boscaiolo per il lavoro svolto in questa prima fase dell’impresa.

Chiusa la questione dei rovi, era il turno della cucina e del capanno degli attrezzi. Quest’ultimo è stato relativamente semplice da sistemare: è stata sufficiente un’ora di lavoro di due persone per sgombrarlo dai rifiuti, selezionando nel qual tempo tutti gli attrezzi ancora utilizzabili.  Un ben maggiore impiego di tempo ha comportato il dividere le varie tipologie di rifiuti: ferro, plastica, legno e tante altre, per potersene disfare rispettando anche i principi della raccolta differenziata.

Finito anche questo lavoro, era giunto il momento di affrontare l’ultimo e più spinoso problema: la ristrutturazione della cucina.

Prima di tutto, abbiamo sgombrato l’intera stanza portando fuori il tavolo, le panche, il vecchio forno, il frigo e la credenza. Di tutti questi, solo il tavolo e le panche erano in buono stato: tutti gli altri sono stati smembrati e portati nei mucchi d’immondizia già menzionati.

La pulitura della cucina è stato un lavoro più arduo di quanto si possa pensare: tre lustri di abbandono totale avevano lasciato parecchia polvere da levare, inoltre il camino era ostruito da terra e detriti e liberarlo ci è sembrato come scavare un tunnel di una miniera.

A questo punto ci trovavamo con un ambiente sì pulito ed accessibile, ma l’impianto elettrico preesistente non era per nulla affidabile ed inoltre i muri necessitavano di un intervento per ridimensionare gli effetti che l’umidità aveva avuto su di essi.

Abbiamo quindi deciso di tinteggiare tutte le pareti ed è stato necessario scrostare molto dell’intonaco per poter stendere efficacemente le mani di vernici, che si sono però dimostrate più che sufficienti per coprire il colore originario.

Per l’impianto elettrico abbiamo sostituito il lampadario con uno a basso consumo e più potente ricollegando i fili alla centralina e poi fissandoli alla parte per evitare pericoli di scosse, pur essendo i fili dentro un rivestimento di plastica.

Quando abbiamo finito con i lavori, la data di scadenza del concorso era ormai molto vicina e quindi non c’è stato molto tempo per fare altro, ma siamo comunque riusciti a corredare il nostro la nostra impresa con il plastico della collina su cui sorge la casa, composto da ventiquattro livelli che rappresentano le altrettante linee di pendenza più significative dell’ altura e anche il restauro del vecchio stemma della casa.

Vorremmo solo aggiungere che per noi lavorare affinché questa casa tornasse utilizzabile è stata una gioia ed un onore. Abbiamo imparato a fidarci di più l’uno dell’altro, abbiamo imparato l’importanza che ha il gioco di squadra ( anzi, di squadriglia!!), ma soprattutto ci siamo resi conto di quanta soddisfazione possa dare il vedere il lavoro delle nostre mani e pensare che non lo abbiamo fatto solo per noi stessi e che altri potranno usufruirne.

In quella casa, in mezzo ai rovi, alla polvere e piegati dalla fatica di ore ed ore di lavoro, abbiamo capito il vero significato dell’ultimo messaggio di B.P.

Procurate di lasciare il mondo un po’ migliore di come lo avete trovato”.

Noi lo abbiamo fatto, ma non ci fermeremo qui: vorremmo infatti informarvi che, sia che vinciamo questo concorso sia che lo perdiamo, noi continueremo a lavorare in quella casa perché torni ad essere abitabile e perché altri gruppi di E|G piantino le tende nella splendida natura che circonda la casa Scout di Vado.

INFORMAZIONI SUL TERRITORIO

Come arrivarci
Arrivare alla casa Scout di Montesole è semplice: dalla piazza antistante la  chiesa proseguite lungo la strada verso la Coop. Prendete la strada a sinistra di essa e seguitela fino a che, sulla sinistra, non vedrete l’imboccatura di una piccola galleria. Girate lì e poi proseguite la strada che, dopo circa un Km, diventa sterrata. Se la state percorrendo a piedi, quando arrivate davanti alla casa di un contadino potete scegliere: andare dritti salendo lungo la collina e seguendo così il sentiero in mezzo alla boscaglia o girare a destra. La prima strada è molto più corta, ma è anche più ripida ed il sentiero costeggia una discesa ripida di circa trenta metri, ed arriva dietro la casa.
Se siete in macchina, dovete obbligatoriamente prendere quella a destra, che, dopo una serie di tornanti, porta ad una piazzola dietro cui si trova il secondo sentiero per arrivare direttamente alla casa passando per le due aree adatte al campeggio.

Zone di campeggio
Nei pressi della casa si trovano due aree adatte a piantare le tende: nella prima, più in alto rispetto alla seconda ed anche di dimensioni maggiori, è possibile piantare agevolmente tre tende da otto persone o quattro da cinque avendo anche spazio sufficiente per l’angolo cucina. Nella seconda è presente uno spazio per il fuoco, ma è comunque possibile piantare un’altra tenda. E’ comunque consigliato sempre fare un’opera di disboscamento dei rovi perché sebbene noi le abbiamo potate in gran quantità, queste piante ricrescono spontanee e in gran numero
Per la mancanza di acqua risulta difficoltoso fare campi di una certa durata, a meno che non si sia disposti a fare su è giù per il sentiero, che ha anche una discreta pendenza, a portare le taniche d’acqua. Il nostro Reparto ha passato il San Giorgio in questi luoghi e parliamo per esperienza personale.

Caratteristica degna di nota è l’atmosfera che si crea al momento del fuoco serale: la luce della fiamma al centro e gli alberi della foresta buia intorno creano un ambiente molto suggestivo, ottimo per le veglie di chi deve prendere la promessa il mattino seguente!!

Presentazione dell’impresa

La nostra è un alta squadriglia abbastanza esigua, essendo costituita da soli sei membri, che però ha un grande potenziale, in quanto ogni singolo membro è disposto a lavorare senza posa per molte ore e con grande efficienza.

Ecco i baldi componenti dell’Alta Squadriglia Calderara di Reno 1, Reparto composto dalla squadriglia maschile Aironi e da quella femminile Scoiattoli:

  •  Valerio Marchi: classe 1991, Caposquadriglia degli Aironi. Ha quasi completato il suo cammino della terza tappa e si è dimostrato più volte un ottimo capo ed un saldo punto di riferimento.
  • Enrico Capelli: classe 1992, Vice -caposquadriglia degli Aironi. E’ in cammino per la seconda tappa ed è un esperto nell’accendere e mantenere fuochi e falò.
  • Lorenzo Conti: classe 1991, Squadrigliere degli Aironi.Da meno di un anno in Reparto, ha però già fatto l’esperienza di un campo estivo ed è in cammino per la terza tappa
  • Enrico Bertagnin: classe 1991, Squadrigliere degli Aironi. Anche lui da poco in Reparto (Settembre 2006) ha dimostrato le sue qualità ed ora è in cammino per la seconda tappa.
  • Jacopo Viccinelli: classe 1991, Squadrigliere degli Aironi.E’ in cammino per la seconda tappa e si è guadagnato la specialità di atleta durante il campo estivo del 2006.
  • Gloria Paradisi: classe 1991, Caposquadriglia degli Scoiattoli. La più responsabile del gruppo e anche quella con più specialità. Difatti è in camino per la quarta tappa.

L’idea di scegliere come impresa di Alta squadriglia il ristrutturare una casa Scout ci è venuta quasi per caso, come ogni buona idea che si rispetti: una domenica sera eravamo in riunione di Alta Squadriglia per decidere quale impegno ci saremmo dovuti prendere per partecipare al concorso, ma nessuno di noi aveva una buona proposta.

Volevamo fare qualcosa che risultasse veramente utile anche al di fuori dell’ambito del concorso e ci siamo trovati a pensare a quanto siano utili le case Scout. Uno dei nostri Capi allora ci propose di andare a rivalutare una di queste strutture caduta oramai in abbandono da più di quindici anni. A noi è sembrata subito una grandiosa idea e ci siamo quindi messi al lavoro.

L’ultima cosa che possiamo dirvi è che speriamo di poter fare la nostra a Fiesta a Londra, arrivederci!!!

 

 

 

 

 

 

 

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>